martedì 19 maggio 2015

SULLe ORMe DEL PIRATa

SULLe ORMe DEL PIRATa

 

Un cuore che lascia le orme

È un cuore immotale

 

Un cuore che trova le orme

È un cuore immortale

 

la rotta crea quel viaggiare

che potrai anche non seguire

ma che mai potrai tradire  
 

Solo l' orma che lasci è garante

Della forma che più non tradisci
 
 

Non vi è mai né inizio né fine


E ricorda se  vedi un teschio …

Lì... c’è il confine  




Non ti far frodare dal fascino dell’avere 

La vita va prima abbordata e poi conquistata 
 
 

Sii disposto anche alla resa

 

È dedita al sacrificio 

la strada  che ti nomina
autentico pirata 
 
 
 
 
da "SULLe ORMe DEL PIRATa"
dalla collana bija
"IL BIJA DI JACK"

















































































































































































 

 

venerdì 15 maggio 2015

SULLe ORMe DEL PIRATa



Si caro jack solo con questo messaggio hai fatto risuonare echi passati che ora sono poesie e che raccoglierò dedicandoti questo libro 
"SULLe ORMe DEL PIRATa" 
ritagliamoci spazio e tempo per seguirle... 

sarà un libro di 27 poesie 
farà parte della collana 
"BIJA" i libri per gli amici 

"BIJA" è una collana che raccoglie le estrapolazioni dei miei libri 
 evocate dai pensieri risuonanti di amici affini e "elettivi"












SULLe ORMe DEL PIRATa 

orme 
la grande giocata 
risveglio
la potenza della parola 
sulle orme del pirata 
silenzio parla  la poesia 
odalisca 
la strada dei bruni 
voce autentica 
agadez
 ...to be continued


sabato 9 maggio 2015

VOCe AUTENTICa


VOCe AUTENTICa 













LA TUA VOCE  è la sintesi perfetta della vita che hai vissuto, delle esperienze che hai fatto, delle storie che ti hanno raccontato, della bellezza che hai ammirato, del dolore che hai ospitato e trasformato.

LA VOCE DI CHI CANTA viene da un altro tempo, da un altro universo, da un'altra galassia, da qualcosa di molto lontano e quindi incredibilmente vicino a te. Dal posto più dentro di te.


La voce di chi canta può essere un PIACEVOLE SUONO ma anche un FASTIDIOSO RUMORE, perchè non basta sputar fuori suoni a casaccio dalla bocca, no, devi sentire quello che canti e devi sentirlo nello stomaco e nelle budella che ti si attorcigliano ad ogni parola. C'è vita dentro ogni parola.


Cancella dal tuo vocabolario la parola “famoso”, non ti aiuterà a migliorare ma ti fregherà con la storia delle aspettative deluse. Non permettere a nessuno di giudicare la tua interpretazione da un solo brano, anche le canzoni, come i vestiti, vanno in base alle taglie e anche tu, come tutti, hai la taglia che più ti calzerà a pennello.


Non emulare chi ammiri o dimenticherai chi sei. 

TU SEI TU e NESSUNA CONSUMATA IMITAZIONE.

Per un cantante la sua voce è il suo miglior mezzo di comunicazione. 

COMUNICARE è mettere in comune, far partecipe, trasmettere, rendere pubblico, mettere un valore al servizio di qualcuno. Se non vuoi metterti a nudo, se non vuoi rendere manifesti i turbamenti della tua anima, 

SE NON VUOI CHE L'INCONTRO ALCHEMICO DI PAROLE E MUSICA
TI LACERI LO SPIRITO,
ALLORA NO, 
NON FARE IL CANTANTE.


meraviglioso scritto di Marilena Catapano 
a cui ho solamente voluto dare un titolo,
e un 'onorata collocazione fra gli scritti più amati...



da "LUCE vol III"
III libro VII settima  


Massimo Matarozzo
operatore olistico
insegnante di meditazione diplomato associazione atman 
 terapeuta della riequilibratura dei chakra 
mediante terapia radiante (meditazione )
 e terapia magnetica (pranoterapia)
 studioso di scienze olistiche 
poeta, cantautore, doppiatore
sperimentatore della voce 

riceve e tiene corsi 
 presso il centro IL SALe DI SIMo
via cattaneo19
Cambi Bisenzio 

e presso propria abitazione 
via Campani18a
firenze (zona Carlo del prete)

disponibile anche per domiciliari
e terapie web
poeta, doppiatore, cantante, e appassionato 
dell'uso vibrazionale della voce  
di cui tiene corsi e organizza eventi

cel 3284659280
mail: massimomatarozzo@virgilio.it
Skype: massimo.matarozzo
 














domenica 3 maggio 2015

LA GRANDe GIOCATa


LA GRANDe GIOCATa






Ad un tratto il gioco è semplice

Non devi aspettarti niente

Basta che fai de tuo meglio

per quello che sei



cerca l’unione che sta nel sentire

ricuci ciò che può essere rammendato

non importa che sia bello

l’importante è che tenga …



distribuisci e fai partecipare

crea geometrie che parlano di leggerezza stabile

costruite su cateti di divertimento e gioia






non escludere nessuno dal gioco

in una squadra c’è un momento per tutti

se non ci si sente parte

sarà dipinto di paura e solitudine 


 



da soli non troviamo la forza

di dare ciò che possiamo

si vive una menzogna

si acconsente ad un inutile spreco




il gioco è fatto di semplicità

cerca di non eccedere in preziosismi barocchi

buoni solo per mettere in evidenza

la tua carenza d’umiltà



c’è un tempo per la grande giocata

non va cercata per farsi notare

va attesa per arricchire il gioco

e renderlo unico




quando il momento arriva

hai mille possibilità

solo una è perfetta …



e quando la sentirai suonare

non avrai difficoltà a riconoscerla …





da "SONo O NON SONo UN POETa"
III libro I settima 

ora "SCRIPTa & IMAGo MANENT"
IV libro VII settima








venerdì 1 maggio 2015

APPOSTo….BRAVo !


APPOSTo….BRAVo !




Bene, cominciamo a lavorare ,

E rimetto apposto quello che era già apposto

Se gli altri lo avessero rimesso apposto



Perché, mi chiedo, tocca sempre a me ?

E me lo sono chiesto costantemente

Gli anni sono passati

e con questo pensiero in testa

Anche molto rapidamente



Perché tocca sempre a me ?



Perché sono più bravo ?

e che cosa vuol dire essere bravo ?

e quand’è che lo sei stato ?

tutte le volte che ho dato retta alla mamma ?

ma se è proprio quando ho disubbidito

che ho veramente imparato!



tutte le volte che la tua cronologica supervisione

ti ha valutato con voti, lodi , e premio produzione ?

ma se è proprio lì che ho avuto

la più autentica e importante lezione !





mio padre diceva ,

il bravo è un soprammobile

io penso che il bravo nemmeno esista

nella coscienza non vibra,

non nutre, e non produce



quand’è che fu detto

perché ho dato retta a questa voce ?



e allora oggi me ne voglio liberare

non voglio essere più schiavo

di questo menzognero modo di dire



creo e conio questa frase

su cui mi elevo, mi fa star bene

e son pure soddisfatto



ecco le condizioni in cui uno è bene che si senta …

ma mica bravo, forse un po’ solo meno schiavo



“BRAVO è CHI NON è SCHIAVO”






Ovvero colui che non dipende

E può assecondare gli ordini e le regole

E troppo non se la prende

Può scegliere se incazzarsi

O se la rabbia trattenere

A patto che consapevolmente

riesca in modo un pò più innocuo a “trasformare”

e in modo proficuo a manifestare





bravo è chi comunque presenzia

da il suo contributo e riesce a dire,

fa lo stesso, non voglio più infierire



bravo è chi pratica ancora vita e ne fa uno strumento

per buttare giù i pezzi zavorranti di se stesso



bravo è chi in questo putiferio

riesce a trovare il modo di sorridere 
un po' sornione,  

rimanendo attento e serio ...
come dice la canzone  



bravo colui che a suo malgrado

crea ancora qualche cosa

perché la sua anima non sia schiava

di tutto ciò che oggi,

ininterrottamente…

sia avvia apatico e illuso verso il degrado

ma se BRAVo non esiste 
tutto ciò non conta 
ed io non insisto 


da "ORDINe OPERANTe"
VII libro V settima