venerdì 25 luglio 2014

BONTà A REGOLa D' ARTe

BONTà A REGOLA D' ARTe


BONTà A REGOLa D' ARTe


Sogno qualcosa di gustoso…

Una porta apre uno spazio al piacere…

Una leggera sensazione viene a bussare alla papilla…

Una Goccia di bontà propaga cerchi di sapore…

Puoi entrare nel mondo bello e curato
è l'arte che crea la delizia al palato

Sei dentro a quel luogo di prelibatezze
Curate con tocchi di squisitezze

Pietanze guarnite a regola d’arte
Del resto anche l’occhio vuole la sua parte


Servizio squisito e gran cortesia
Il tutto è più buono se sei in compagnia

ti chiedi se è vero
o al sogno appartiene

e invece star sveglio
e gustar ti conviene

se qualcuno chiede
dov’è che si viene?

tu digli ,
  ENOTECa PAOLINi
dove si sta BENE ! 



grazie ettore & family, di  tutto ...
massimo
I MATA

gradisce...
PRATUM
 L'amaro dei prati stabili

giovedì 24 luglio 2014

LA CATARSi DELLa MUSICa


LA CATARSi DELLa MUSICa

La musica è in viaggio
la canzone si lascia ascoltare
la nota ti viene a toccare

porta qualcosa che nemmeno immagini,
qualcosa che può rimanere con te per sempre,
se lo vuoi , se ti piace, , se lo permetti
una canzone fa rima con emozione
anche se non la capisci la percepisci.

vive con te , ti suona dentro e la custodisci…

un giorno sarà tua ,

la potrai cantare,
la potrai far ascoltare
la potrai sussurrare dentro a un cuore
che risuona quelle note e comincia a vibrare

così si trasmette, si diffonde e ti permea
è per questo che
chi si intona riesce ancora a respirare
chi si abbandona riesce a farsi curare
chi canta si allontana dal dolore
sfuggendo al morire


da "INCONTRO AL PRIGIONE" 
secondo libro della prima settima 
edizioni MEF


martedì 15 luglio 2014

LE V LEGGi DEL BRANCo


LE V LEGGI DEL BRANCO
Leggi dell’apprendimento”

In tutte le attività che ho intrapreso e successivamente impartito sotto forma di personalissimo insegnamento ho potuto riscontrare che poche sono le cose da tener sempre presenti e che esse corrispondono alle dita di una mano.

Da qui qualche consiglio che può essere utile per coloro che stanno intraprendendo una nuova attività sportiva,
estendibile anche a qualsiasi pratica di apprendimento esistente.

Ricordate, imparare non è affatto facile ,
quindi la prima cosa da ricordare è qui in queste cinque parole :

1) animo
2) leggerezza
3) introspezione
4) autoironia
5) umiltà


1) ANIMO

SIATE MAGNANIMI CON VOI STESSI
datevi tempo, siate pazienti, e non pretendete di camminare
senza prima provare ad alzarsi, barcollare, e qualche volta cadere

2) LEGGEREZZA

fate tutto come fosse un gioco ( anche perché lo è)
ma ricordatevi che :

IL DIVERTIMENTO NASCE DALLA PRESENZA ,
dalla DEDIZIONE, e dal dare VALORE a quello che fate,
per questo e solo per questo esiste un punteggio quando si gioca
ed è bravo non chi vince ma chi se ne accorge

3) INTROSPEZIONE

coltivate il vostro rapporto con l’errore ,
cercate di guardarlo sempre come inizio di un nuovo successo,
e questo non vuol dire non considerarlo deridendolo,
oppure dandogli troppa importanza arrabbiandosi,
forse più considerarlo ridendo con lui…

LASCIANDOVI SBAGLIARE IN PACE,
IMPARERETE IN TRANQUILLITA’



4) AUTOIRONIA

CERCATE DI NON OFFENDERVI,
so che sarà difficile e che qualche cosa di emotivo sarà mosso senz’altro
ma a volte è utile ed è utile anche farci caso
perché anche se vi sembrerà strano
quella è una parte che contribuisce alla dinamica motoria



5) UMILTA ‘

prima di dire nohh, che cazzata,
no, io non faccio così,
no, io non sono quello,
no, a me non riuscirà mai,
no, a me non interessa

PROVATE , DATEVI UNA POSSIBILITA’
ESPRIMETE ANCHE SOLO L’INTENTO DI FARLO

Aprite una porta e vedrete che vi stupirete di voi stessi!

QUESTE SONO LE V LEGGI

Conservatele perché hanno il potere di svelarsi
con il tempo e attraverso l’esperienza di ognuno

Rileggetele ogni tanto, specialmente quando i giochi andranno male ,
perché in quei momenti saranno rimosse dalle vostre menti


da "INSIDE LOOK" libro della terza settima 

domenica 18 maggio 2014

PIU GRANDi DEL COMUNe


PIU GRANDi DEL COMUNe

Era un po’ che mi balenava in testa l’idea di tornare a giocare a basket, anche perché per me questo gioco è stato e lo è ancora un ancora di salvezza di un valore inestimabile.

Il Mata, conosciuto così sui campi da basket, ex giocatore, che ha militato in diverse squadre fra Firenze e provincia e che per molti anni ha giocato in C2 con Olimpia legnaia e Pontassieve, ora quasi si vergogna di fare due tiri in quel campo di pattinaggio dal fondo non troppo bene assestato, che ogni volta che trascina a fatica le buste della spesa nella sua punto bianca si trova inesorabilmente di fronte agli occhi.

Questa vita è impietosa od offre sempre nuove possibilità ?

E’ una questione di punti di vista ed io vi voglio raccontare le mie due versioni…

Oggi è il 21 marzo 2014, sono circa quattro anni che la mia vita sportiva ha dovuto abbassare la testa e i suoi ritmi in maniera considerevole. Prima lottavo per saltare sempre più alto e mantenere quel tiro in sospensione che mi aveva regalato stima e gioie in tante avventure e in diversi campionati, ora lotto per mantenere una possibilità di muovermi sufficientemente e fare due tiri con qualche sempre più raro praticante, che ogni tanto si vede spuntare fra i ben più numerosi calciatori.

La causa di tutto ciò ? un fastidioso capitolo neurologico della mia vita che qualcuno chiama encefalomielite, ovvero uno stato psicofisico che mi provoca formicolii in tutto il corpo e mi confina il piacere del movimento in un esaurimento precoce delle forze che si manifesta durante qualsiasi sforzo fisico, figuriamoci quello sportivo.

La prima lotta che ho dovuto intraprendere è stata quella della vergogna, e di una stupida ma reale paura che mi teneva imprigionato in quello stato “vado o non vado“ che non mi faceva esprimere la forza per la benedetta decisione. Ogni giorno passavo, ogni giorno vedevo, ogni giorno mi trinceravo in questo limbo, e ogni giorno perdevo. Lo sport mi ha sempre insegnato a vincere e a perdere ma quello che stavo facendo io era non giocare, e questa vigliaccheria mi faceva stare male togliendomi la possibilità di reagire.

Un giorno avendo maturato la forza per la decisione tornai a casa dal lavoro rispolverai scarpe e pantaloncini, afferrai con forza il pallone, aspettai che il campo fosse vuoto e con tutti i timori che facevano impazzire i miei formicolii mi buttai in campo. Che stato strano di equilibrio, che condizione strana di umore e di pensiero, però un piacere stava affiorando ed io ero lì che ci stavo provando, quello ero io, impacciato, informicolato, ma vero.

Il giorno dopo tornai, dei ragazzini incuriositi con la loro naturale attrazione verso la palla mi facevano compagnia qualcuno fra i più audaci mi chiese anche di fare due tiri, la paura iniziale, come tante volte accade era ormai solo il classico bicchier d’ acqua, e io finalmente riuscivo a bere.

Successe però una volta, che arrivò la classica banda di paese e senza chiedere niente cominciò a tirar calci al pallone dall’altra parte del campo…

Pensai – vai, questi cercano rogne , io di qui non mi muovo !- e mentre continuavo facendo finta di niente, questi guadagnavano sempre più spazio e il pallone calciato sempre più forte più volte fu diretto anche verso di me, quasi in segno di sfida.

Continuavo si a tirare ma mi dicevo fra me e me , ma guarda questi prepotenti sbarbatelli, prima erano i grandi che ci buttavano fuori dai campini ora sono le bande di teppistelli di paese, ma che porca p. doveva toccare sempre a me ? questa non mi andava proprio giuù….

E quindi uscii con questa frase a voce alta e risentita che esprimeva tutta la mia rabbia e dissenso

– CERTO CHE SE VOLETE GIOCARE LO POTRESTE ANCHE CHIEDERE E NON INVADERE E BUTTARE FUORI LA GENTE SENZA FAR FINTA DI NIENTE !!!-

Questi mi guardavano con uno sguardo altezzoso ma anche interrogativo della serie, ma i che vole questo o meglio ma cosa sta dicendo , o meglio ancora ma questo è di fori ?!?! …

E io pensavo son tanti e io non son nemmeno tanto messo bene mi toccherà, sbofonchiando mettermi a lato, e così feci con quel bollire di sottofondo che ricordava la caffettiera, in una mattina dove il caffè effettivamente ti va di fori….

All’improvviso una voce amica di un ragazzo che aveva seguito la scena interruppe il gorgoglio e disse – HEI, A MONTESPERTOLI FUNZIONA COSì …-

-COME SCUSA ?-

-SI, A MONTESPERTOLI FUNZIONA COSì, NELLA PISTINA SI GIOCA TUTTI INSIEME !-

COME LORO SONO ENTRATI, TU POTRAI ENTRARE , BASKET, CALCIO, PATTINAGGIO, BICICLETTE, QUI SI CONVIVE e SI GIOCA COSì DA ANNI …..

Ad un tratto capii che ero io ad essere di fuori, come diceva lo sguardo di quel ragazzo, infatti ero io a non essere addentrato in quella realtà e ad aver giudicato in malo modo il loro comportamento, ero io ad aver avuto pregiudizi senza aver capito niente della possibile armonia creata dall’ incredibile adattamento che in mancanza di strutture questi ragazzi in maniera semplice e naturale hanno messo in atto.

Questi giocano per davvero insieme e molte volte mentre giochi due sport diversi ti restituiscano anche il pallone o driblano anche la bicicletta che passa con estrema attenzione ….

Sorridendo mi rasserenai, mi compiacqui e mi rallegrai; ma guarda che meraviglioso esempio di convivenza, in uno spazio piccolo piccolo questi ragazzi stanno dimostrando di essere “Più GRANDI DEL COMUNE “ che non si preoccupa minimamente di provvedere alla manutenzione e alla creazione di nuove strutture e spazi per giocare, convivere ed imparare a stare insieme, e loro nel semplice convivere, e non rinunciare al gioco che gli spetta di diritto gli stanno mostrando come si fa….

COMPLIMENTI AI RAGAZZI DI MONTESPERTOLI !

Massimo MATArozzo 

da "INSIDE LOOK" vol III collana di libri
 dedicata ad una esperienza di allenamento particolare  

mercoledì 14 maggio 2014

ARTe CULINARIa


ARTe CULINARIa

la buona cucina è uno stato d' animo pacato
e le continue ispirazioni e rivelazioni 
da cui sei attratto preservandolo 




da" ORDINE OPERANTE" 
libro della quinta settima

sabato 10 maggio 2014

SORPRESa


SORPRESa





La presenza che non ti aspetti


dimenticata dal pensiero corrente,

comunque presente e indelebile

nel tuo cuore.



Anni addietro ricordano momenti importanti...



La vita è piena di momenti,

ma quelli che contano e la riempiono

sembrano scarseggiare sempre.



Legati a persone con le quali hai scambiato veramente,

che hanno reso magico un attimo

e ti hanno acceso una luce

che apre un varco nel tunnel dei ricordi



È sempre un piacere

incrociare di nuovo i loro occhi.



Provare emozione ,imbarazzo,

e perché no anche un sottile disagio

che non sta altro che a dimostrare

che davanti a te c’è qualcosa che senti

in maniera particolare;



questa è la sensazione 
che amo chiamare 
 amicizia



a moira nell' attimo in cui  la ritrovai di fronte 
e a tutti coloro che mi faranno riaffiorare quell' emozione ... 






da "NEL CORSo DEL TEMPo" libro della prima settima  


venerdì 9 maggio 2014


IL MIo AMICo MATa


IL MIO AMICO MATA E’ ALTO DUE METRI O FORSE’ PIU’
SICURAMENTE E’ PER QUELLO CHE E’ COSI’ VICINO AL CIELO
PUR RESTANDO CON LE SUE SCARPONE PER TERRA
CON LUI PUOI ESSERE E NON APPARIRE
HA TANTA EMPATIA CHE NASCONDE DIETRO UN TOCCO DI SIMPATIA
VORREI PARLARCI PER ORE PER NUTRIRE IL MIO COSTANTE DUBBIO
PER CERCARE UN PERCHE’ A TUTTI I MIEI PERCHE’
MA AIME QUI’ IL TEMPO PURTROPPO E’ DENARO
PASSA VELOCE E CI SFUGGE DI MANO
TANTO DOMANI E’ COME IERI E COME OGGI
E SON SICURO CHE IL MIO AMICO MATA CI SARA’
CON IL SUO ITALIANO FORBITO E AFFASCINANTE
PIENO DI TERMINI MAI SENTITI CHE NON CAPISCO MA CHE MI PIACCIONO
CON IL SUO MODO GENTILE E PACATO DI PORSI
MI DARA’ SICURAMENTE UN ALTRA DELLE SUE PERLE
PER TRASFORMARE LA SOLITA GIORNATA SUPERFICIALE
IN UNA GIORNATA RIFLESSIVA
E SI SA’ QUANTO BENE FA’



cultre, il mio più vivo e sentito ringraziamento 
autentica emozione provata nella lettura ...

in sanscrito si dice namasté...
e con le mani giunte ed un inchino il resto vien da sé



da "UT SIA POETRY"
libro della terza settima