martedì 10 gennaio 2017

LA PRIMA PARTITa DELL' AVVENIRe

LA PRIMA PARTITa DELL' AVVENIRe

Ragazzi sono ancora euforico per la nostra prima vittoria
e qui  spendero' alcune parole di ringraziamento per coloro
che mi hanno riservato questa opportunità e insignito di questo ruolo
in primis muce che mi ha "scovato" e in secondis la pres che mi ha convocato
mercoledì ad ufficializzare il mio nuovo ruolo di koach che non so perchè ma mi piace scrivere con la k.

Poi che dire ...dal primo allenamento pensavo ci fosse molto più da lavorare
e invece mi avete tutti, dal primo all'ultimo, sorpreso soprattutto per la passione
con cui interpretate il gioco più bello del mondo!
e altrettanto con la capacità di ascoltare le indicazioni minime che nonostante la posizione atipica dello spalto avete saputo prontamente far vostre , bravi !

Poi parliamo di come impronteremo il "lavoro" che vedete già avrà uno spazio di scrittura in quanto mi presento a voi previo il mio blog di scritti e poesie ; ).
ricordate "SCRIPTa MANENT" e quindi avrete modo di avere nozioni e pensieri
che potrete tornare a leggere per poter fissarne i punti e ifondamenti.

cosa ci mi ha e ci ha raccontata la nostra partita.

1) che state molto bene fisicamente, vigorosi, pieni di ormoni e di energie a volte straripanti che non sapete ma solo perchè non siete mai stai "educati" a metterle al servizio del gioco.

2) dovete imparare ad andare piano e a riflettere durante il gioco, e soprattutto dovete imparare a farlo insieme. perchè una squadra che corre è una squadra veloce , una squadra che sa cambiare ritmo è una squadra VINCEnte e ce lo viene a raccontare il nome di quello che sarà il nostro capitano in campo.
attraverso cio' diventerete giocatori "intelligenti" che non vuol dire "studiati"  ma coloro che sanno scegliere "intelligere" dal lat. "scelgo tra ".


  

3) che questa capacità si apprende con gioia e felicità come si narra in questa nota dell'autore dell' omonimo libro che al momento giusto andremo a riscoprire
"INSIDe LOOK" lo sguardo dentro"


INSIDe LOOK

INSide LOOk

“Lo sguardo dentro”



Lo sguardo dentro è uno spazio
dedicato al miglioramento
Migliorare è una parola magica,
e in un mondo di maghi, pozioni e cartomanti
penso che la vera magia sia proprio quella...

È quell’ incantesimo che ti fa sentire

pieno di ciò che fai,
provare piacere per quel che muovi
essere soddisfatto di ciò che realizzi

non pensiamo che sia così scontato
perché non lo è per niente

Detto così può sembrare semplice,
ma sono proprio le cose semplici
ad essere “complicate”

Contraddizione?
No,
direi più realtà poco considerata

Necessario al miglioramento è quel modo
di osservarsi imparziale e obbiettivo



quell’occhio che ...

non si esalta a vittoria,
non si deprime a sconfitta,
ma si illumina d’esperienza.

Quando ci si guarda per quel che si è,
senza giudizio ma come dato di fatto
si costruiscono le fondamenta per il muoversi

non si hanno problemi
se qualcuno ride di noi

anzi potremmo considerare il fatto che
forse sta ridendo con noi

e in un ambiente allegro e leggero
il tutto risulta più facile e spontaneo


da: "RIFLESSI DA DENTRO"

V libro I settima

ora "SCRIPTa & IMAGo MANENT"
V libro VII 


questa è la partenza da cui partiamo ed è dove poter tornare ogni qual volta ci perdiamo per non troppo dissipare e presto rimettersi a migliorare.

koach  mata #27

domani non ci sarò , ma seguite ciò , domate e nutritevi delle portentose onde della vittoria, un pò di muce che teoricamente ne sa e introduce
 e poi buon allenamento giovani virgulti pieni di talento !!!! )

domenica 8 gennaio 2017

QUELL' ANELLo CHe

QUELL' ANELLo CHe 

grazie per l' invito
che è stato speciale e molto gradito

grazie  per il ritrovo
che parla di famiglia 
e del suo rinnovo 

grazie per essere stato quell'anello 
che ci aiuta ad essere sempre più uniti 
così che tutto divenga sempre più bello 

ad Angela con affetto 
in questo natale 
di un rinnovato e mi provato effetto

il piccolo mata 




da "DEDICHe DEDITe" 
III libro III settima



sabato 7 gennaio 2017

INSIDE LOOk 1 "educare la mente alla difesa"


INSIDE LOOK 1 “educare la mente alla difesa”

L'anno scorso è stato dedicato interamente all'aspetto offensivo, devo dire che già dal primo allenamento si vanno evidenziando i notevoli risultati raggiunti e consolidati dei quali non possiamo che essere orgogliosi ed esprimenti una compiaciuta soddisfazione.
Notevole è il gioco di squadra che si sviluppa in una buona circolazione ed una discreta scelta di tiro, questo sopperisce a colmare le carenze tecniche individuali che comunque saranno interesse della mia attenzione in futuro.
Altrettanto vero e facilmente riscontrabile è che il nostro buon gioco è facilitato dalla completa assenza di difesa per quanto concerne le pure basi che in questo primo sguardo dentro andremo ad iniziare a trattare con analisi e attenzione.
La componente fondamentale della difesa è la mente”
difendere è al 90 % una capacità mentale, non è la tecnica, non è la prestanza, ne’ la condizione fisica, non è il tipo di difesa, zona, uomo, box e one, e rock and roll, nella mia dignitosa carriera ( di cui un giorno vi porterò anche qualche divertente aneddoto ) ho visto squadre scarsissime mettere in ginocchio compagini ben più attrezzate solamente con una coesione di volontà e determinazione.
L'attacco è sicuramente l' aspetto più esaltante di questo gioco, ma dove si può carpire la sostanza di una vera squadra è in difesa, dove il solo cedere un attimo con la concentrazione vanifica tutti gli sforzi fatti dalla squadra precedentemente, questo per chi ne può essere testimone ricorda un po' il militare ove la negligenza del singolo era bastevole per una punizione di tutto il plotone.
Molte volte questa carenza veniva colmata in quello che in gergo veniva definito “cameratismo” e il caporale stesso diceva di aiutare il figlio di papà di turno che non riusciva a fare il cubo in 30 sec.
Per carpire e farsi trasalire da questo stato d'animo il discorso che più ne rivela e ne trasmette l'essenza è quello di al pacino nel film “ ogni maledetta domenica” di cui allegherò nel libro “inside
look” una mia rivisitazione declamata ad una enopoetica ( appuntamento poetico di ogni primo venerdì del mese a montespertoli).
Ascoltatelo , ascoltatelo, e dopo …..riascoltatelo.....
non è mai abbastanza l'energia che ogni volta riesce a sprigionare …
mai parole furono meglio espresse per far risuonare lo stato d'animo da ricercare quando la squadra perde il suo valore. In questo la mente ne può essere il fruitore, solamente riportando alla memoria quelle “sacre” parole.
Come secondo punto focale opterei per la “posizione”.
Il difensore deve sempre avere una posizione adeguata rispetto all' attaccante e questo dipende
da dove si trova rispetto alla palla.
come terzo punto focale metterei la “determinazione”
in difesa non ci si deve far battere, ma quando succede bisogna recuperare, e quando si recupera
non si deve mai mollare, e quando non si molla bisogna farsi sentire, e quando ci si fa sentire
bisogna mordere, e quando si morde bisogna rubare spazio, stare col fiato sul collo, muovere
le mani disorientando, far sentire il contatto intimidendo, scivolare con le gambe anticipando,
arrivare sempre prima chiudendo, tenere l' avversario lontano tagliandolo fuori....e poi strappandogli il rimbalzo, egli deve capire che quella è casa nostra, mutombo dopo ogni stoppata andava dall’avversario e gli urlava in faccia NO IN MY HOUSE ! per entrare lì devono penare
e dimostrarci il loro valore e anche quando l' hanno fatto non gli deve mai bastare !
Tutto questo va fatto per 24 sec in ogni azione difensiva dove è come se andassimo in apnea
ma quello che deve soffocare è il gioco dell'avversario, mentre noi respireremo solamente nel momento in cui avremo riconquistato il pallone.
Tutto questo quando saremo ben attrezzati innalzerà un “muro difensivo” ed è lì che si catalizza
l'energia potenziale che nella fase d'attacco viene sprigionata e manifestata nella forma attiva.

Volete sapere la differenza fra una squadra che difende bene e una che attacca bene
una squadra che difende bene, gioca bene
una squadra che attacca bene fa punti e basta.......koach 



da "INSIDE LOOk " vol II 
V libro V settima 

giovedì 5 gennaio 2017

LIBERa

LIBERa

Poesia della Sera. .. 
 
LIBERA Non so' come spiegarmi, ma non voglio nemmeno tediarVi. Parlo di Libertà. C'è da combattere per abbattere un malanno, un inganno, un umore un dissapore, una barriera. C'è da soffrire ma vale la pena anche se con fatica arrivare a dire: 
 
Io Sono Libera..non da tutto, ma da tanto. 
 
Angi
 
 
 
 
da "UT SIA POETRY"
VII III settima 
 

lunedì 2 gennaio 2017

NOSCE TE IPSUM


NOSCE TE IPSUM



L’uomo ha bisogno di conoscenza,

stimola ed eleva il suo conoscere attraverso lo studio.

Deve proferire lauree ed alti titoli se vuole emergere.

“fatti non foste a viver come bruti………”

Decanta il divin poeta nell’opera madre.

L’essere umano non ha bisogno di conoscenza,

è conoscenza!

Quello che conosci è matrice di quello che sei,

per questo è importante e doveroso

non interrompere il flusso chiamato sapere.

È come se smettessimo di mangiare…

Ma vorrei soffermarmi su ciò che viene

considerata oggi come conoscenza:



“apprendere , sapere, avere piena cognizione o esperienza di qualcosa”

Facoltà di intendere e di ragionare.



Beh, basta una definizione per far crollare un mondo come le torri un tempo erette sull’ora ground zero.



Sai se fosse veramente così quanti dottori, docenti ,preti vescovi, politici e manager( quelli son micidiali)

Sarebbero automaticamente eliminati dalla casa del grande fratello!



E con loro tutti i nostri manager e politici

Interiori, esercitati su chi nella nostra scala ci è sotto



Semplicemente evidenziando l’ultima parte,



avere piena cognizione e esperienza.



Perché si attivi in sistema cognitivo,

regolato e sperimentato attraverso i sensi devi aver

VISSUTO IN MANIERA PROFONDA

ciò di cui stai parlando E devi averlo fatto tuo

Compreso nel senso di preso con te, che è differente dal capito con la testa ovvero archiviato in qualche scatola e usato come teoria al momento che ne hai bisogno per il tuo scopo personale



Ecco perché la teoria non si trasmette

e non suscita scambio e attenzione come il vissuto,

che pìù semplicemente è fonte di bellezza come contenuto di verità



Certo non è facile, ma in fondo chi ha mai detto che la Vita lo è,

e perché l’uomo si ostina nel vederla e cercarla così?



C’è solo una parola che risponde al quesito

“paura”…

E per l’appunto già pronunciarla ci fa scorrere un brivido sulla pelle;

qualcuno dirà,- cosa sta dicendo questo pazzo?!?!

io non ho paura-, oppure, - sì mi attanaglia costantemente e non so che pesci prendere-

Beh, ci sono tanti modi per assecondare la paura,

uno è quello di trasmetterla sotto forma di avviso cautelativo:

-era mio figlio; il fumo uccide; i funerali del papa…..

Personalmente preferisco:

è nato fulgenzio; il fumo salva la vita a chi ti assilla di smettere, preghiamo per il papa perché vada dove deve andare.

Le paure non vanno né evitate, né esasperate,

vanno solamente accolte, con la bellezza del sentirsi vulnerabili, imperfetti,tremolanti, insicuri e lanciati in un body jumping che non tarderà a riportarci su.

Sennò a forza di non cedere la diga sarà piena, la struttura cederà e quantità di emozioni latenti innonderanno il nostro paese che pensavamo

tanto bello e ben costruito, ciò darà luogo al mondo sommerso e per riportarlo alla luce saranno dolori.

Differente può essere l’approccio se affrontiamo (o ci mettiamo nelle condizioni di farlo) i nostri piccoli freni giornalieri.

Ascoltiamoci, quando vorremmo dire una parola in più al nostro capoufficio,

ascoltiamoci, quando abbiamo il desiderio di buttarci in pista e ci vergogniamo perché non sappiamo ballare,

ascoltiamoci, quando c’è il karaoke quello è micidiale!

Sembra che per cantare bisogna essere per forza Giorgia o Ligabue…

Anche la voce si sviluppa col provare

E Qualcuno dirà….

  • io sono stonato come una campana!-

intanto le campane non sono stonate,

sennò non le avrebbero messe in cima ad una chiesa come richiamo alla preghiera,

poi , penso che lo stonato non esista proprio.

Forse lo chiamerei più chi non vuole intonarsi ,

vedi come cambia il punto di vista!

Si d’accordo conosco la famosa frase:

non mi riesce, non ho tempo, non sono all’altezza ,

ho i bambino sui foco

sono una schiappa eccc…..

son sempre le prime cose che penso, ma per una volta scendiamo giù dal nostro trono!, perché non è vero che non siamo all’altezza , forse ci sentiamo troppo in alto e non ci vogliamo accomunare all’umiltà dell’imparare ridendo di noi e facendolo con gli altri.

Infatti dopo tutte le manfrine, quando chiedo:

  • ma, scusa , hai mai provato????-

la risposta è sempre la stessa

NO.

Alla fine dei giochi quella è la parola che ci sospinge all’ignoranza, allontanandoci in maniera

Poco nobile e silente dalla vita.

E come diceva Arbore

In una vecchia ma sana trasmissione …

 
NOSCE TE IPSUM 3

L’uomo ha bisogno di conoscenza,
stimola ed eleva il suo conoscere attraverso lo studio.
Deve proferire lauree ed alti titoli se vuole emergere.
fatti non foste a viver come bruti………”
Decanta il divin poeta nell’opera madre.
L’essere umano non ha bisogno di conoscenza,
è conoscenza!
Quello che conosci è matrice di quello che sei,
per questo è importante e doveroso
non interrompere il flusso chiamato sapere.
È come se smettessimo di mangiare…
Ma vorrei soffermarmi su ciò che viene
considerata oggi come conoscenza:

apprendere , sapere, avere piena cognizione o esperienza di qualcosa”
Facoltà di intendere e di ragionare.

Beh, basta una definizione per far crollare un mondo come le torri un tempo erette sull’ora ground zero.

Sai se fosse veramente così quanti dottori, docenti ,preti vescovi, politici e manager( quelli son micidiali)
Sarebbero automaticamente eliminati dalla casa del grande fratello!

E con loro tutti i nostri manager e politici
Interiori, esercitati su chi nella nostra scala ci è sotto

Semplicemente evidenziando l’ultima parte,

avere piena cognizione e esperienza.

Perché si attivi in sistema cognitivo,
regolato e sperimentato attraverso i sensi devi aver
VISSUTO IN MANIERA PROFONDA
ciò di cui stai parlando E devi averlo fatto tuo
Compreso nel senso di preso con te, che è differente dal capito con la testa ovvero archiviato in qualche scatola e usato come teoria al momento che ne hai bisogno per il tuo scopo personale

Ecco perché la teoria non si trasmette
e non suscita scambio e attenzione come il vissuto,
che pìù semplicemente è fonte di bellezza come contenuto di verità

Certo non è facile, ma in fondo chi ha mai detto che la Vita lo è,
e perché l’uomo si ostina nel vederla e cercarla così?

C’è solo una parola che risponde al quesito
paura”…
E per l’appunto già pronunciarla ci fa scorrere un brivido sulla pelle;
qualcuno dirà,- cosa sta dicendo questo pazzo?!?!
io non ho paura-, oppure, - sì mi attanaglia costantemente e non so che pesci prendere-
Beh, ci sono tanti modi per assecondare la paura,
uno è quello di trasmetterla sotto forma di avviso cautelativo:
-era mio figlio; il fumo uccide; i funerali del papa…..
Personalmente preferisco:
è nato fulgenzio; il fumo salva la vita a chi ti assilla di smettere, preghiamo per il papa perché vada dove deve andare.
Le paure non vanno né evitate, né esasperate,
vanno solamente accolte, con la bellezza del sentirsi vulnerabili, imperfetti,tremolanti, insicuri e lanciati in un body jumping che non tarderà a riportarci su.
Sennò a forza di non cedere la diga sarà piena, la struttura cederà e quantità di emozioni latenti innonderanno il nostro paese che pensavamo
tanto bello e ben costruito, ciò darà luogo al mondo sommerso e per riportarlo alla luce saranno dolori.
Differente può essere l’approccio se affrontiamo (o ci mettiamo nelle condizioni di farlo) i nostri piccoli freni giornalieri.
Ascoltiamoci, quando vorremmo dire una parola in più al nostro capoufficio,
ascoltiamoci, quando abbiamo il desiderio di buttarci in pista e ci vergogniamo perché non sappiamo ballare,
ascoltiamoci, quando c’è il karaoke quello è micidiale!
Sembra che per cantare bisogna essere per forza Giorgia o Ligabue…
Anche la voce si sviluppa col provare
E Qualcuno dirà….
  • io sono stonato come una campana!-
intanto le campane non sono stonate,
sennò non le avrebbero messe in cima ad una chiesa come richiamo alla preghiera,
poi , penso che lo stonato non esista proprio.
Forse lo chiamerei più chi non vuole intonarsi ,
vedi come cambia il punto di vista!
Si d’accordo conosco la famosa frase:
non mi riesce, non ho tempo, non sono all’altezza ,
ho i bambino sui foco
sono una schiappa eccc…..
son sempre le prime cose che penso, ma per una volta scendiamo giù dal nostro trono!, perché non è vero che non siamo all’altezza , forse ci sentiamo troppo in alto e non ci vogliamo accomunare all’umiltà dell’imparare ridendo di noi e facendolo con gli altri.
Infatti dopo tutte le manfrine, quando chiedo:
  • ma, scusa , hai mai provato????-
la risposta è sempre la stessa
NO.
Alla fine dei giochi quella è la parola che ci sospinge all’ignoranza, allontanandoci in maniera
Poco nobile e silente dalla vita.
E come diceva Arbore
In una vecchia ma sana trasmissione …
meditate gente meditate



  da "ARTICOLO POETICO"
i libro della 5 settima




CHE SE NE FA DELLA FINe


CHE SE NE FA DELLA FINe


Che la pazienza avvolga di luce
Il bisogno di far sapere

Che il tempo coincida con il frutto maturo

Che sia lasciato lo spazio dello scoprire

Che sia rispettata la fatica del costruire

Che sia stimolato il gusto del piacere

Piccole dosi aspettando
Che siano assimilate in
Un crescendo che possa
Rendere pieno
il nostro attraversare 



da "CERCo LA MIa LEi"
pubblicato 2016 edizioni phasar 



domenica 1 gennaio 2017

2017

2017

anno nuovo vecchio magone

e' quella cosa che da sempre in me non va

è quella sensazione che di consueto e senza motivo si presenta sotto festività

spesso coincide con un dopo festa
spesso appare all'improvviso iniziando dallo stomaco per poi finire in testa

i pensieri si susseguono esplorando l'inquietudine
è unico quel vortice risucchiante occultato dall' elecubrarsi di una multitudine

se penso a ciò che mi manca
è l'ultima lei che ancora mi stronca

se sento da dove proviene
e lì nei pressi dal ventre contratto
non è proprio munch ma quello è il volto del suo ritratto

entro oggi nei 47,
la conosco, la posso descrivere, la posso cantare su certe note, la posso inchiostrare su certe parole , la posso veicolare in balistiche cestistiche
ma ancora esiste e io so che anche quando non la sento
comunque mi fa a fette

dai più alti studi yogici vien chiamata chitta vritti
per chi è più semplice e concreto son solo pesci fritti

ormai è vero che è più che sicuro che non si tratta di definizione
ma di uno stato di qualità interiore non troppo elevato di vibrazione

sarebbe comunque bello
e di questo nuovo anno questo è l' augurio
condividerlo con una lei scrivendo pagine d'amore
senza dover ricorrere sempre al diario.

da "CERCo LA MIa LEI" II vol