lunedì 10 ottobre 2011
FILo CHe UNISCe
L’amore non è fatto di parole
chi lo cerca attraverso il farselo dire
non riesce a sentire i suoi frutti
i suoi fili si tessono
con la pratica
e nell’azione silente
Ti dice mai niente il sole?
Eppure è sempre lì che scalda
Ti di dice mai niente il mare?
eppure quando vuoi puoi rinfrescarti
e sentire i benefici del sale
Ti dice mai niente una foresta ?
eppure dà aria e fa respirare
tutto ciò che accoglie nel suo vegetare
l’amore è fatto di presenza e scelta
sempre pronto per tutti
e mai offeso dalla mancanza di qualcuno
osserva ed è al tuo fianco
ma ti lascia libero
di fare , di inciampare, di sbagliare
perché sa che solo l’esperienza costruisce
non delega mai,
piuttosto fa ed educa a fare
lasciando sempre spazio
alla vita che progredisce
sa che la felicità
si nasconde dietro a quel sano faticare
che nel momento in cui acconsenti svanisce
per questo a volte sembra cinico
nel tirare fuori il dubbio che intristisce
solo dopo un lento praticare
senti la saggezza del padre
che sostiene , allevia e custodisce
allarga le braccia e lasciati contagiare
prova a percorrere la strada che rinuncia
segnata dal filo che quando si ritrova …
la unisce
da : "INCONTRO AL PRIGIONE"
secondo libro pubblicato della prima settima
martedì 4 ottobre 2011
ALESSAdro deTOLOmei
è così che scoprii il tuo talento,
come tante volte accade,
e poche volte ti accorgi...
così, sfogliando ...
in quell'ultima pagina della mia agenda
una poesia che in sè racchiude il profumo del miglior mito,
che fa di un vissuto pregiato ... leggenda...
no, non è un esagerazione
per me queste sono quelle note
che ben messe in accordo
trasformano un pezzo qualunque... in una canzone
e così come quella sera che ti invitai all'espressione...
ora ti esorto a quella abnegata attenzione
che eleva il realizzato ad arte facendone rivelazione
non lasciare questo ben di dio senza la sua anima
perché ne favoristi
quello che il nostro bieco quotidiano
chiama miseramente fine,
ma che la realtà più poetica
vuol consegnare al ben più degno saluto
di quell' eterea ultima pagina ...
ad Alessandro “de tolomei”
massimo
da: AL TEMPO CONTEMPLO
libro ancora non edito della terza settima
giovedì 29 settembre 2011
TRINITà FELICITà
Possiamo ricavare un contatto con noi stessi
Da ciò che pensiamo, da ciò che proviamo,
e dalle forme che stiamo creando durante la nostra
ordinaria giornata se pur noiosa e monotona
infatti risulta essere tale proprio per la difficoltà
di divenirne creatore , autore e attore
questa è la trinità che garantisce la felicità
quando l’aspetto padre,
l’aspetto figlio,
l’aspetto spirito si trovano e si esprimono
all’interno e per mezzo del nostro corpo
nella loro piena potenzialità
non vi è più spazio per l’infelicità
da "ANCHE MENO MASSI"
primo libro ancora non edito
della seconda settima
mercoledì 14 settembre 2011
ERRANTe FINo ALL' ORIZZONTe
Il nuovo ti sta attendendo
Il vecchio ti sta salutando
è sempre uno stato di apprensione e paura
quello che accompagna questo momento
e sempre corrisponde con la misura
dei limiti che circoscrivono
qualcosa che in te sta cercando
una via di conoscenza …
quando l’audacia accompagna verso passi più incerti
la vita rivela il suo disegno
plasmando quelle magiche coincidenze
capaci di donare a coloro che osano
il prezioso senso del ritrovarsi …
è lì che l’errore
diviene solo il punto in cui riconoscersi
e la perfezione il punto in cui non coltivare l’illusione
sii così, serenamente errante,
mantieni il tuo viaggio autentico
alla scoperta della luce dell’ orizzonte…
da: "AL TEMPO CONTEMPLO"
libro ancora non edito della terza settima
ora: "SCRIPTa & IMAGo MANENT"
IV libro VII settima
SEMPLICEMENTe DANIELe
"ODE a Daniele Silvestri"
20 06 08
Che bello essere trasportati
nelle Atmosfere di un artista vero
colui che esprime attraverso la sua naturalezza
una gravità silenziosa di un’ anima che invita…
senza chiedere, senza inneggiare,
senza eccedere, senza strafare …
semplicemente attrarre …
semplicemente diffondere una nota …
semplicemente essere daniele
Correre nel traffico
Mettersi un soprabito
Respirare microbi
Perdersi nei vicoli
Inciampare negli ostacoli
Affidarsi a degli oroscopi
Arrabbiarsi con le nuvole
Evitare le pozzanghere
semplice è colui che non ha mai
rinunciato a nulla neanche quando
Proferiva il suo no secco
ma sornione…
Il nostro daniele sembra essere
Uno di quello stampo…
Uno di quelli che concludono così..
grazie per averci regalato in questa serata
un prezioso pezzo della vostra vita …
a te, piccolo uomo intero
che hai colorato e sostenuto
momenti difficili del mio vissuto
12 09 2011
Nuova la serata, ma sempre quella vecchia e autentica sensazione
che forse nel tempo si è anche amplificata…
sabato 10 settembre 2011
COLLETTIVITà
COLLETTIVITà
Una buona collettività è espressione di buona energia
che nasce da un unico tipo di adesione e collaborazione,
diffidate dell' anarchia, la vita è gerarchia propendente all'armonia
basata su accordi, garantita da orari, sancita e valorizzata da fiducia e presenza.
chi non collabora non è vero che non partecipa
bensi è più colui che non si concede il beneficio di sentire il flusso risanante del partecipare, rilegandosi al peggior ruolo che la partecipazione consenta
la solitudine, la separatezza e la conseguente alienazione
che inesorabilmente conducono a depressione e tristezza.
A tutti i figli della vita “svogliati” mi sento di dire... “svegliamoci”
Non si deve partecipare, perché partecipare non è un dovere
bensì quella libera scelta da conquistare dove è possibile praticare e raccogliere
le buone messi di un' altrettanta buona semina che i veri partecipanti al raccolto
percepiranno sotto forma di amore.
A tutti i padri della vita autoritari mi sento di dire... “svegliamoci”
non si deve ordinare di partecipare,
perché nello stesso istante che facciamo ciò, già non stiamo partecipando
piuttosto stimoliamo ed invitiamo le giovani leve al piacere dell ' ordine
alla bellezza del collaborare, alla ricchezza del creare, al riconoscimento dello sbagliare, al beneficio del rimediare,alla dedizione del faticare, alla soddisfazione del realizzare,e perché no alla gratificazione del festeggiare.
Sempre e solo se noi tutto ciò lo riusciamo veramente a provare, perché è proprio da questa consapevolezza che possiamo intraprendere una strada di avvicinamento,
curando quel nostro imperfetto educare che frequentemente coincide
con un nostro antico risentimento.
Possiamo partire dal fatto che potremmo anche non riuscire, e che solo il nostro disobbediente
figlio ci può aiutare, visto che ogni giorno già lo sta facendo, ma noi non lo riusciamo a vedere.
Qualcuno disse “io ho un sogno “
oggi, ad una piccola realtà familiare
una scintilla di quel messaggio
voglio portare
dove mi servirò del dovere
per difendere la libertà...
STATUTO DELLA COLLETTIVITÀ
Qui si fa tutto tutti,
anche quando non si agisce
tutti devono essere liberi di scegliere
e nessuno deve venire obbligato,
perché la vera partecipazione non è mai un dovere
ma il coraggio e la forza di conquistare il proprio diritto al piacere
a quella conquista si accede abnegandosi alla fatica.
tutti saranno sospinti e stimolati
ma al contempo capiti e rispettati
da ciò e solo da ciò realizzeremo cose senza estrema fatica
tutti ne beneficeremo senza altasonanti meriti individuali
asservendo le personalità alle esigenze e al clima della collettività
così ci educheremo ad apprezzare la diversità
come autentica opportunità di crescita
dove la difficoltà dell'accettare lascerà il passo
alla forza risanante dell'accogliere
questo comprenderà inevitabili e necessarie instabilità
che riassesteranno e fortificheranno la collettività
a tempo debito il tutto si tradurrà in una leale e chiara solidarietà
dove apprezzeremo felicemente ciò che siamo, e ciò che facciamo.
Al di là di ogni credo, di ogni religione, di ogni nomina, ruolo e vestizione
io credo in un' opera madre che governa le leggi universali di cui l' uomo è solamente una meravigliosa imitazione ancora però ben lontana dalla possibilità di percepire ed aderire alla magnificenza del panorama universale.
Incamminiamoci....
da "AL TEMPO CONTEMPLO" (I libro ancora non edito della III *settima)
* una settima è un insieme di sette libri di 57 poesie l'uno
martedì 6 settembre 2011
RILEGGERsi
Se non mi fossi riletto
Mai avrei trovato quel qualcosa
che oggi assume un sapore appagante di celebrato
solo nel “rileggersi”
ho potuto conoscere
l’ intima natura della mia irruenza
solo nell’ “ascoltarsi”
ho potuto svelare
ciò che vi è di misteriosamente celato
nella resistenza
facce che nel volteggio di una moneta in aria lanciata
si alternano e ruotano in un’ esperienza
apparentemente disordinata
sono mani da sporcare
quelle immerse nei rischi dell’osare
è fatica quella che ora appare
opponendosi ribelle all’ agire
ciò che non è riletto
vive e si nutre del recidivo
presumendo di ascoltare,
ma sempre più lontano ed ignaro dello spazio sincero
capace solo in quello sforzo
di preservare il vivo
ma se il tempo non è giunto
niente può convincere , niente può stimolare,
ne tanto meno scuotere…
la distruzione diviene legge inesorabile
per i figli che ubbidiscono unicamente
solo quando la grande madre
viene costretta a nuocere
c’è solo un orologio per il tuo polso
sembra che il cuore possa ugualmente continuare a battere
ma non pensare che il sangue possa comunque
continuare a scorrere
dall’ unione dei pensieri “estivi” di
luciano, emma, barbara, daniela, massimo
grazie



